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March 21 Dieta
Naar: “Ti nutriresti solo di carboidrati? O solo di proteine? O solo di grassi?” Salem: “In che senso?” Naar: “Anche chi non sa cosa c’è dietro i principali componenti della dieta sa che la dieta varia e bilanciata è la migliore, no?” Salem: “Si, è una cosa risaputa da quasi tutti, ma che c’entra?” Naar: “C’entra che una dieta ben bilanciata e completa è la più utile per mantenere il nostro organismo ben funzionante, giusto?” Salem: “Va bene, ma questo lo sapevo, l’ho anche studiato.” Naar: “Dici di averlo studiato. Sei sicuro di averlo capito?” Salem: “Beh… si, mi pare di si.” Naar: “Da quanto studi medicina?” Salem: “Quattro anni.” Naar: “Quattro anni… quattro anni… e in questi quattro anni dici di aver capito che alimentarsi in modo vario sia corretto. Dimmi, studieresti solo di libri di filosofia? O leggeresti solo romanzi? O ascolteresti solo musica?” Salem: “No, direi di no.” Naar: “Non pensi forse che così come interveniamo nutrendo il nostro corpo per mantenerlo sano possiamo intervenire anche sulla scelta di ciò che nutre e fa crescere il nostro sapere e la nostra cultura?” Salem: “Si, mi sembra vero.” Naar: “Perché, allora, spendi il tuo tempo nutrendoti solo dei libri di medicina?” Salem: “Perché devo passare gli esami, devo studiare!” Naar: “…e devi anche diventare obeso di una singola parte della conoscenza o preferisci mantenere equilibrio e completezza nel tuo sapere?” May 06 OlismoAltruismo. Egoismo.
Bianco o nero.
Categorie ed etichette, ma, ancor prima, modi di vivere, che potremmo relegare al passato solo volendolo.
Non cogliere l'immensità di sfumature intermedie è forse cecità, forse ingenuità. Peggio se pigrizia mentale.
Basta con l'idea di essere solo egoisti, basta con l'idea di darsi solo per gli altri. Dov'è la madre della divisione io-altri? Cerchiamola, ma non ne troveremo una legittima.
Io sono uno, uno tra i tanti e, soprattutto, nessuno in particolare. Non ci sono gli altri o me.
Ci siamo noi, tutti.
Possiamo evolvere le nostre idee allora, aggiornare le categorie, renderle più umane. Cominciare a parlare di olismo.
April 10 Di buona famigliaMusallia, marzo 2006.
Un uomo, durante un comizio organizzato per discutere delle coppie diversamente sessuali si schiarisce la voce e si rivolge all'uditorio con queste parole:
Signori, vorrei che voi ascoltaste una considerazione su questo argomento.
Vi invito a tornare con il pensiero alla vostra infanzia; sono sicuro che i più di noi possono ricordare che c'era un bambino, o anche più d'uno, un po' fastidioso, che ci stava antipatico e che magari spesso faceva il prepotente nei nostri confronti. Sarà capitato spesso di considerarlo un "cattivo", ma, saggiamente, molte volte si arrivava a capire che il suo comportamento era dovuto ad una difficile situazione familiare alle sue spalle: genitori che gli davano troppe poche attenzioni, che lo seguivano poco, che gli davano poco amore dunque. Ma non solo. Nella nostra adolescenza, non ricordiamo forse di un amico o di un conoscente, che abbandona gli studi a causa di un'altrettanto difficile situazione della sua famiglia? Ebbene, non possiamo negare che ci siano dei cattivi genitori. Persone non sufficientemente capaci, non sufficientemente preparate, non sufficientemente intenzionate a donarsi per la crescita di un piccolo essere umano indifeso ed estremamente sensibile. Questi genitori a cui possiamo pensare, per esperienza, non sono forse un uomo ed una donna? Signori, se quest'uomo e questa donna non sono sempre dei buoni genitori, buoni così come tutti noi siamo capaci di intenderli, come possiamo puntare il dito contro una coppia di uomini o di donne se questi commettono il medesimo errore? Siamo noi i primi a sbagliare. Sono sicuro che qualcuno in questa sala non sia sempre stato un buon genitore e questi può ben comprendere la mia precedente affermazione. Sono sicuro che la maggior parte di voi sia un buon genitore ed è a questi buoni genitori che mi rivolgo in particolare. Voi date o avete dato amore ai vostri figli, siano essi adottivi o naturali, li avete accuditi, anche nel superare delle difficoltà e nonostante queste. Quindi vi dico, signori, se l'amore che diamo ai nostri figli ci permette di essere dei buoni genitori e crescerli sani e retti, perché l'amore di un qualunque uomo o di una qualunque donna non dovrebbere potere altrettanto? Perché due donne qualunque o due uomini qualunque non dovrebbero poter provare quell'amore vero che è il cemento di ogni unione? Perché due persone qualunque, che si amano, non potrebbero amare a sufficienza e crescere correttamente i propri figli? Ecco quindi che non è la composizione della famiglia che cresce dei figli, ma è la capacità dei genitoi di amarli che conta, al di là di chi essi siano. Pertanto non possiamo impedire a due uomini o a due donne di avere dei figli, perché anche loro, esattamente come voi che siete buoni genitori, potranno crescerli bene. October 15 Capacità e morale[pensieri sparsi, sassi nell'acqua, idee a libera ruota]
Cosa impone che l'uomo che amministra poco o tanto della vita degli altri debba essere capace?
Un amministratore è responsabile del passato, del presente e del futuro altrui. Sul primo può avere conseguenze non preservandolo, non rivolgendogli il giusto rispetto o non adottando, in genere, i giusti provvedimenti verso di esso e verso l'immagine che di esso resta nel presente. Può agire sul presente del cittadino andando ad incidere sulla sua libertà, sulle sue possibilità economiche, sociali, sulla sua vita privata, anche sulla sua psiche tramite la ripercussione e le conseguenze sociali dei suoi atti. Sul futuro dell'individuo agisce ogni volta che indirizza il presente verso una strada diversa da quella che già percorre quando questo comporta una modifica nella situazione sociale e personale future dell'individuo.
La responsabilità dell'altrui presente e futuro obbliga l'uomo pubblico ad avere il più alto livello di capacità possibile e il più alto livello d'appoggio possibile da parte dello Stato, che altro non è se non l'insieme dei cittadini stessi; cosa, questa, che permette di creare uno scambio virtuoso di competenze e possibilità. L'uomo pubblico risponde dei propri errori al popolo per il quale lavora e non può permettersi la negligenza. Cosa impone che l'uomo che amministra poco o tanto della vita degli altri debba essere onesto? |
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